A Napoli una scuola rimane aperta per sostenere gli alunni disabili

Alunni disabili in Campania

La scuola rimane aperta per i bambini con disabilità.

L’ordinanza del governatore della Campania Vincenzo De Luca ha stabilito la chiusura di tutti gli istituti fino alla fine del mese. In un quartiere di Napoli, più precisamente nella scuola elementare di Luigi Vanvitelli, le cose non andranno così. La scuola infatti resterà aperta per fornire le lezioni dal vivo ai bambini con disabilità.

Alunni disabili regione Campania

La regione Campania, secondo i dati, presenta un numero molto alto di contagi, un numero secondo solo alla Lombardia; ma si distingue per la poca presenza di posti letto nelle terapie intensive. Tutte le scuole sono attualmente chiuse, tranne una, la Vanvitelli.

“Speriamo che tanti colleghi possano ispirarsi al nostro esempio – spiegano dalla scuola – in questo modo vogliamo ridurre la disuguaglianza che la didattica a distanza può provocare nei bambini con disabilità”. Fino alla riapertura delle scuole a fine mese, presso la scuola elementare saranno presenti 49 dei 1300 studenti che normalmente sono accolti ogni mattina dal personale scolastico. I 49 studenti che verranno accolti nonostante la chiusura sono studenti che presentano disabilità o disturbi dell’apprendimento.

Istututi scolastici e alunni disabili in Campania

L’apertura della scuola è stata disposta grazie alla collaborazione della preside dell’istituto, Ida Francioni, e delle insegnanti di sostegno che si sono dichiarate disponibili. In meno di 24 ore la scuola ha avuto il permesso di restare aperta e ha percepito questa decisione come un grande successo organizzativo e il personale che ha aderito all’iniziativa si augura di poter essere d’esempio per ogni scuola italiana, se non europea.

Formazione per gli alunni disabili

La preside si è immediatamente dedicata alla formazione di un dettagliato progetto, che rispettasse ovviamente le normative imposte dallo Stato, e ha condiviso il progetto con Luisa Franzese, direttore dell’ufficio scolastico regionale, Luisa Russo, la responsabile dell’Unità operativa di Neuropsichiatria Infantile e Annamaria Palmieri, assessore all’Istruzione per il Comune di Napoli. La decisione è stata presa nella consapevolezza che nessun politico può prendere con leggerezza la decisione di chiudere le scuole e di lasciare i bambini a casa, ma la volontà di fornire un’opzione ai soggetti più fragili pare essere stata più forte.

La parola a Francioni

“Non credo che ci sia un Capo di Stato, Presidente di Regione o Sindaco capace di prendere una tale decisione a cuor leggero; e perché la scuola è un baluardo di legalità e in quanto tale deve rispettare le regole, ma le norme vanno interpretate in modo intelligente – ha spiegato Francioni – il primo pensiero è andati ai piccoli alunni con bisogni educativi speciali e allo sconforto delle loro famiglie. Perché se la didattica a distanza non riesce a raggiungere tutti gli studenti: ci sono bambini autistici, non verbali, autistici ad alto funzionamento, bambini con difficoltà di concentrazione che vengono ancor più discriminati dalla didattica a distanza”.

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