Nomenclatore tariffario ausili disabili: Dal 21 settembre 2026 entra in vigore il nuovo tariffario che regola i rimborsi della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica: cambiano gli importi riconosciuti dal SSN per visite, esami, protesi, ortesi e ausili tecnici destinati alle persone con disabilità. Ecco cosa prevede il decreto, chi coinvolge e cosa significa concretamente per gli assistiti.
Dopo mesi di attesa e un percorso amministrativo tutt’altro che lineare, è stata raggiunta l’intesa sull’aggiornamento del Nomenclatore tariffario, cioè l’elenco che stabilisce gli importi massimi con cui il Servizio sanitario nazionale rimborsa le prestazioni specialistiche e i dispositivi previsti dai Livelli essenziali di assistenza (LEA). L’accordo è stato sancito il 23 luglio 2026 nella Conferenza Stato-Regioni: il nuovo decreto ministeriale sulle tariffe manda in soffitta il precedente provvedimento del 25 novembre 2024, che era stato annullato dal TAR del Lazio.
In breve
- Quando: le nuove tariffe si applicano dal 21 settembre 2026.
- Cosa: revisione dei rimborsi per 448 prestazioni specialistiche e 222 codici dell’assistenza protesica su misura.
- Perché: per sostituire il decreto del 2024 annullato dal TAR e adeguare gli importi ai costi reali di materiali e lavorazioni.
- Impatto: circa 210,7 milioni di euro in più all’anno a regime, di cui 27,6 milioni per la sola protesica.
nomenclatore tariffario ausili disabili: cosa cambia dal 21 settembre 2026
La data del 21 settembre non è casuale: è stata proposta dalla Conferenza delle Regioni per gestire in modo ordinato il passaggio dal vecchio al nuovo regime e rispettare i termini fissati dalla giustizia amministrativa. Da quel giorno entrano in vigore le nuove tariffe massime nazionali con cui vengono remunerate le prestazioni erogate, per conto del SSN, dalle strutture pubbliche e da quelle private accreditate.
L’aggiornamento tocca due grandi aree. La prima è la specialistica ambulatoriale, che comprende visite ed esami diagnostici. La seconda è l’assistenza protesica, cioè le protesi, le ortesi e gli ausili tecnici che il Servizio sanitario garantisce alle persone con disabilità nell’ambito di un percorso riabilitativo e assistenziale.
Perché serviva un nuovo decreto: l’annullamento del TAR
Il precedente tariffario, datato 25 novembre 2024, era finito nel mirino dei giudici amministrativi. Numerose strutture sanitarie private accreditate avevano presentato ricorso, ritenendo gli importi di rimborso troppo bassi rispetto ai costi effettivi delle prestazioni. Il TAR del Lazio ha accolto le contestazioni e annullato il decreto, bocciando in particolare i metodi di calcolo e l’adeguatezza dei dati di costo utilizzati dal Ministero.
Per superare quelle criticità il Ministero della Salute ha avviato, a gennaio 2026, una nuova rilevazione nazionale dei costi accompagnata da una consultazione pubblica. La base informativa è stata costruita raccogliendo dati da oltre cento strutture distribuite in quindici Regioni, con l’obiettivo di ottenere un quadro più ampio e rappresentativo rispetto a quello alla base del provvedimento del 2024.
I numeri: quali prestazioni sono interessate
Il nomenclatore nazionale conta oltre mille codici. La revisione non li riscrive tutti: interviene in modo mirato. Sul fronte della specialistica, il confronto tra il vecchio e il nuovo tariffario riguarda migliaia di codici, ma gli aumenti si concentrano su 448 prestazioni, mentre la maggior parte delle voci resta invariata. Sul fronte della protesica, la revisione tariffaria interessa 222 codici su 1.063 complessivi dell’elenco dei dispositivi su misura (Allegato 5, Elenco 1 del DPCM LEA del 12 gennaio 2017).
Specialistica ambulatoriale: gli aumenti principali
L’incremento medio si aggira intorno al 5,8%. La prima visita specialistica avrà un rimborso medio fissato a 26 euro, con valori più alti in alcune branche. Aumenti significativi riguardano diagnostica vascolare, medicina nucleare, ecocolordoppler, endoscopia ed elettromiografia; per alcune prestazioni di dialisi è previsto un rialzo del 15%.
Assistenza protesica: quali ausili e protesi cambiano
È la parte che riguarda più da vicino le persone con disabilità e le loro famiglie. Le categorie di dispositivi coinvolte dall’aggiornamento comprendono:
- Ortesi spinali — corsetti rigidi e busti correttivi, come il tipo Cheneau. Tra le novità figurano due prodotti già diffusi nel mercato privato e ora inseriti nel nomenclatore: il corsetto Sforzesco e il corsetto P.A.S.B.
- Ortesi e protesi per arti inferiori — con un aggiornamento dei costi di produzione e la valorizzazione di materiali più avanzati.
- Protesi e ortesi per arti superiori — introdotte nuove ortesi tipo tenodesi per l’estensione del polso e per la funzione di opposizione e presa delle dita.
- Ausili ottici — dispositivi per il supporto visivo.
- Ausili per la terapia circolatoria — nuove classi che includono sia dispositivi industriali sia soluzioni su misura.
Buona parte delle modifiche non introduce dispositivi radicalmente nuovi, ma aggiorna le descrizioni per consentire l’impiego di materiali innovativi e tecnicamente più avanzati, già ampiamente utilizzati nella pratica clinica. Vale la pena ricordare che qui si parla di dispositivi “su misura”, cioè costruiti o allestiti appositamente su prescrizione di un medico specialista: gli articoli prodotti in serie seguono elenchi e modalità di erogazione differenti.
Perché le tariffe aumentano
L’adeguamento nasce da un dato concreto: i costi di materiali e componentistica per protesi e ortesi sono cresciuti di circa il 25% dal 2019. A questo si sommano gli oneri legati alla manodopera qualificata e una serie di costi indiretti derivanti da normative introdotte o rafforzate negli ultimi anni, tra cui:
- il Regolamento europeo sui dispositivi medici (MDR, Reg. UE 2017/745);
- gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro;
- la protezione dei dati personali (GDPR);
- le certificazioni di qualità come la ISO 13485.
L’impatto di questi fattori non è uniforme. Le ortesi spinali, per esempio, hanno registrato una revisione particolarmente marcata: rispetto alle ipotesi iniziali, la loro incidenza sulla spesa è cresciuta di circa il 52,5% (pari a 5,4 milioni di euro in più), a conferma di quanto fossero sottostimate le tariffe precedenti.
L’impatto economico per lo Stato
A regime, la revisione comporta un maggiore onere per la finanza pubblica stimato in circa 210,7 milioni di euro all’anno. La ripartizione vede 183,1 milioni destinati alla specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni all’assistenza protesica. Per il solo 2026, dato l’avvio a settembre, l’impegno finanziario è quantificato in circa 70 milioni di euro, mentre dal 2027 scatterà l’onere annuo pieno.
Le risorse arrivano dalla legge di Bilancio 2026, che ha stanziato 100 milioni di euro per il 2026 e 183 milioni annui a partire dal 2027 proprio per consentire l’adozione del nuovo tariffario. Queste somme si aggiungono ai finanziamenti già collegati al precedente nomenclatore.
Cosa significa per i cittadini con disabilità
Un chiarimento è fondamentale per evitare fraintendimenti: le tariffe del nomenclatore non coincidono con il ticket pagato dall’utente. Si tratta degli importi che il Servizio sanitario riconosce alle strutture e ai fornitori per rimborsare le prestazioni erogate. Per le persone con diritto all’assistenza protesica, protesi, ortesi e ausili restano forniti a carico del SSN nei termini previsti dai LEA.
Il Ministero prevede inoltre che la platea dei beneficiari resti sostanzialmente stabile: l’aggiornamento non punta a far crescere la domanda, ma a ridistribuire i consumi in funzione delle novità introdotte e a garantire dispositivi di qualità adeguata. Restano tuttavia le perplessità di una parte delle strutture private accreditate, che continuano a giudicare alcuni importi insufficienti: il confronto sul tema, quindi, non è del tutto chiuso.
Come si accede all’assistenza protesica del SSN
Il Servizio sanitario nazionale garantisce protesi, ortesi e ausili tecnici alle categorie individuate dal DPCM 12 gennaio 2017: tra queste, gli invalidi civili, di guerra e per servizio, le persone cieche e sorde, i minori di 18 anni con necessità di prevenzione o riabilitazione, gli amputati e le persone con malattie rare. I dispositivi dell’Elenco 1 sono generalmente ceduti in proprietà all’assistito.
Il percorso di erogazione, in sintesi, prevede alcuni passaggi:
- Prescrizione da parte di un medico specialista del SSN, con diagnosi, indicazione del dispositivo e relativo codice del nomenclatore.
- Autorizzazione da parte della ASL di residenza.
- Fornitura del dispositivo tramite l’erogatore abilitato.
- Collaudo per verificare la corrispondenza alla prescrizione e l’idoneità tecnico-funzionale; in caso di difformità, il fornitore è tenuto a modifiche o sostituzioni.
Il punto di vista di iMobility
L’aggiornamento del nomenclatore è una buona notizia per l’intero ecosistema dell’autonomia: tariffe più aderenti ai costi reali significano dispositivi di qualità migliore e, potenzialmente, tempi di fornitura più sostenibili per chi ne ha diritto. È un tassello importante di un mosaico che, per molte persone con disabilità, comprende anche la mobilità su strada.
Attenzione però a una distinzione utile: gli allestimenti e gli adattamenti dei veicoli — pedane, sistemi di ancoraggio, sedili girevoli, ribassamenti di pianale — non rientrano nel Nomenclatore tariffario protesico, ma seguono un percorso di agevolazioni proprio (IVA agevolata al 4%, detrazione IRPEF del 19%, contributi regionali). Se stai valutando una soluzione di trasporto accessibile per te o per un familiare, il nostro team ti aiuta a orientarti tra veicolo adatto, allestimento e benefici fiscali disponibili.
Nomenclatore tariffario ausili disabili – Domande frequenti
Da quando entrano in vigore le nuove tariffe del nomenclatore?
Le nuove tariffe massime si applicano a partire dal 21 settembre 2026, data individuata dalla Conferenza delle Regioni per gestire la transizione dal precedente regime.
Quali protesi e ausili sono interessati dai nuovi rimborsi?
La revisione riguarda in particolare ortesi spinali, protesi e ortesi per arti inferiori e superiori, ausili ottici e ausili per la terapia circolatoria, con l’inserimento di alcuni nuovi dispositivi e l’apertura a materiali innovativi.
Le nuove tariffe cambiano quanto paga il cittadino?
No. Le tariffe sono gli importi che il SSN riconosce alle strutture e ai fornitori e non coincidono con il ticket. Per gli aventi diritto, protesi e ausili restano a carico del Servizio sanitario nei termini previsti dai LEA.
Perché il decreto tariffe del 2024 era stato annullato?
Il TAR del Lazio lo aveva annullato dopo i ricorsi di numerose strutture private accreditate, censurando i metodi di calcolo e l’adeguatezza dei dati di costo utilizzati dal Ministero della Salute.
Chi ha diritto all’assistenza protesica del SSN?
Ne hanno diritto, tra gli altri, invalidi civili, di guerra e per servizio, persone cieche e sorde, minori di 18 anni con necessità riabilitative, amputati e persone con malattie rare, secondo le categorie del DPCM 12 gennaio 2017.
Come si richiede un ausilio a carico del SSN?
Serve la prescrizione di un medico specialista del SSN con il codice del nomenclatore, seguita dall’autorizzazione della ASL di residenza, dalla fornitura e dal collaudo del dispositivo.
Gli allestimenti auto per disabili rientrano nel nomenclatore?
No. Gli adattamenti dei veicoli non sono coperti dal Nomenclatore tariffario protesico, ma beneficiano di agevolazioni dedicate come l’IVA al 4%, la detrazione IRPEF del 19% ed eventuali contributi regionali.
Fonti: Conferenza Stato-Regioni, Ministero della Salute, Il Sole 24 Ore, relazione metodologica sulle tariffe. Dati aggiornati a luglio 2026. Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono le indicazioni della ASL o del medico prescrittore.