Taxi a Roma, nuove licenze tra miglioramenti e polemiche

Il servizio taxi nella città di Roma sta attraversando una fase di forte trasformazione. L’introduzione di mille nuove licenze, avviata nel 2024, ha già prodotto effetti concreti: meno attese per i cittadini e una significativa riduzione delle richieste inevase, stimata intorno al 40%.

In particolare, sono ormai quasi scomparse le lunghe file davanti alla Stazione Termini, simbolo per anni delle difficoltà del servizio. Tuttavia, dietro questi segnali positivi si nasconde una situazione complessa, segnata da tensioni legali e amministrative.

Ricorsi e graduatorie: il nodo legale a Roma

La vicenda affonda le radici in una decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che nel dicembre 2025 ha accolto il ricorso di circa 70 aspiranti tassisti.

Al centro della disputa c’è il meccanismo di assegnazione delle licenze, in particolare la gestione della cosiddetta “opzione 3”, scelta da chi aveva deciso di concorrere sia per licenze standard sia per quelle dedicate al trasporto di persone con disabilità.

Secondo il tribunale, le graduatorie avrebbero dovuto basarsi esclusivamente sui punteggi ottenuti, senza penalizzare chi aveva selezionato più opzioni. Una decisione che rischia ora di rimettere in discussione anche le 950 licenze già assegnate e operative.

Trasporto disabili: un servizio ancora insufficiente

Uno dei punti più critici riguarda il trasporto dedicato alle persone con disabilità. Prima del nuovo bando, a Roma erano disponibili appena 40 taxi attrezzati, un numero insufficiente rispetto alle esigenze della città.

Per rispondere a questa carenza, il Comune ha previsto l’introduzione di ulteriori 41 licenze specifiche. Tuttavia, anche questa scelta è oggetto di contestazione: alcuni candidati sostengono di avere diritto a scegliere liberamente tra licenza ordinaria e quella per il servizio disabili.

La questione resta aperta e potrebbe sfociare in nuovi ricorsi, con il rischio di un intervento più incisivo della giustizia amministrativa.

Ristori congelati: tensione tra i tassisti

A complicare ulteriormente lo scenario c’è il tema dei ristori economici. Il bando prevedeva una redistribuzione dell’80% degli incassi derivanti dalla vendita delle licenze ai tassisti già attivi.

In totale, circa 7.715 conducenti avrebbero dovuto ricevere una compensazione media di oltre 7.000 euro ciascuno. Tuttavia, questi pagamenti sono stati sospesi proprio a causa del contenzioso in corso.

La decisione ha alimentato il malcontento tra gli operatori, che si aspettavano i bonifici già entro la fine del 2025.

Il futuro del servizio taxi a Roma

Nonostante le criticità, il Comune prosegue sulla strada dell’ampliamento del servizio, convinto che l’aumento delle licenze sia necessario per migliorare la mobilità urbana.

Allo stesso tempo, resta aperta la possibilità di ulteriori sviluppi legali. In caso di nuove sentenze favorevoli ai ricorrenti, si potrebbe arrivare persino alla nomina di un commissario esterno incaricato di riorganizzare le graduatorie.

Il futuro del settore taxi romano, quindi, si gioca tra innovazione del servizio e battaglie legali ancora tutte da risolvere.