Aggiornato al 19 ottobre 2026 · Testo approvato in prima lettura alla Camera, in attesa del Senato

Il 14 ottobre 2026 la Camera ha dato il primo via libera al disegno di legge sul caregiver familiare (A.C. 2789). Per la prima volta l’Italia prova a dare una definizione nazionale a chi assiste ogni giorno un familiare con disabilità o non autosufficiente, con quattro profili, un contributo economico per chi ha il carico più pesante e alcune tutele sul lavoro. In questa guida mettiamo in fila cosa contiene il testo, cosa manca e, soprattutto, un aspetto di cui si parla poco: come si muove, concretamente, chi si prende cura di qualcuno.

In sintesi

  • Approvato alla Camera con 153 sì, 105 no e 4 astenuti: ora tocca al Senato, quindi non è ancora legge.
  • Il testo ha 18 articoli divisi in quattro capi e prevede quattro profili di caregiver in base alle ore settimanali di cura.
  • Il contributo, fino a 1.200 euro a trimestre, spetta solo al caregiver prevalente convivente, con ISEE fino a 25.000 euro e redditi da lavoro entro 3.000 euro lordi annui.
  • Il riconoscimento passerà da una procedura telematica INPS, prevista entro il 2 gennaio 2027.
  • Le agevolazioni per l’auto (IVA al 4%, detrazione IRPEF del 19%, esenzione dal bollo) esistono già oggi e possono riguardare anche il familiare che ha la persona con disabilità fiscalmente a carico.

Chi è il caregiver familiare secondo il nuovo testo

Il disegno di legge, intitolato «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari», definisce caregiver familiare la persona maggiorenne che assiste il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto, un figlio, un parente o un affine entro il secondo grado. In alcuni casi specifici rientrano anche i parenti di terzo grado.

La persona assistita deve trovarsi in almeno una di queste condizioni:

  • disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992;
  • titolarità dell’indennità di accompagnamento;
  • non autosufficienza riconosciuta secondo i decreti legislativi 62/2024 e 29/2024.

Ogni persona assistita può indicare fino a tre caregiver, e può sostituirli o revocarli. La qualifica resta compatibile con un’attività di assistenza retribuita verso la stessa persona, ma in quel caso il contributo economico non spetta.

I quattro profili: conta il tempo dedicato alla cura

La novità più strutturale è la classificazione per intensità del carico. Le ore di cura, per i profili più impegnativi, andranno attestate nel progetto di vita o nel piano assistenziale individualizzato (PAI), secondo criteri che saranno fissati con decreto del ministro del Lavoro.

Profilo Ore settimanali Convivenza Contributo
Prevalente Almeno 91 (circa 13 al giorno) Sì Sì, con requisiti
Convivente Da 30 a meno di 91 Sì No
Non convivente Almeno 30 No No
A impegno ridotto Da 10 a meno di 30 Non richiesta No

Il contributo economico: chi lo prende e quanto vale

Il sostegno economico è riservato al caregiver prevalente convivente e dovrebbe partire dal 2027. L’importo massimo è di 1.200 euro a trimestre, cioè circa 400 euro al mese, per ogni persona assistita e fino a un massimo di due assistiti. I requisiti economici sono due:

  • ISEE non superiore a 25.000 euro;
  • redditi da lavoro non oltre 3.000 euro lordi l’anno.

Fino a 15.000 euro di ISEE l’importo è pieno, poi cala in modo proporzionale fino ad azzerarsi a 25.000 euro. Con un ISEE di 24.000 euro, per esempio, si scende a circa 40 euro al mese. C’è poi un dettaglio da non trascurare: la spesa ha un tetto fisso e l’importo effettivo sarà definito dall’INPS trimestre per trimestre, quindi se le domande sono tante la quota individuale può ridursi.

400 €al mese al massimo, pagati ogni tre mesi 25.000 €soglia ISEE massima (importo pieno fino a 15.000) 260 mlndi euro di risorse dal 2027

Lavoro, servizi e riconoscimento

Per i caregiver prevalenti e conviventi che lavorano come dipendenti, il testo prevede la possibilità di chiedere modifiche dell’orario e delle modalità di lavoro, anche in smart working se compatibile con la mansione, la priorità nel passaggio al part-time con diritto di tornare al tempo pieno e la cessione di ferie e riposi da parte dei colleghi, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi.

Sul fronte dei servizi sono previsti formazione gratuita, sostegno psicologico, sostituzione del caregiver secondo il PAI, visite domiciliari anche specialistiche, televisita e teleconsulto. Le competenze di cura acquisite potranno essere certificate e valere come credito formativo per la qualifica di OSS. Il caregiver partecipa inoltre alla valutazione multidimensionale e alla stesura del piano assistenziale.

Il riconoscimento avverrà con una procedura telematica INPS, che il testo prevede attiva entro il 2 gennaio 2027: il certificato con qualifica e profilo dovrà essere rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta.

Cosa manca e cosa dicono i critici

Il voto ha diviso l’Aula. Le opposizioni e diverse associazioni di caregiver giudicano le risorse insufficienti e i requisiti troppo stretti: il limite di 3.000 euro di reddito da lavoro esclude di fatto chi riesce, con fatica, a mantenere un impiego. Manca anche una tutela previdenziale, cioè i contributi figurativi per chi rinuncia al lavoro per assistere. Il relatore ha indicato il tema come da approfondire al Senato, compatibilmente con le coperture. È quindi probabile che il testo cambi ancora prima dell’approvazione definitiva.

Il capitolo che la legge non tocca: gli spostamenti

Chi fa il caregiver sa che una parte enorme della giornata se ne va in trasferimenti: visite specialistiche, terapie, centri diurni, uffici, ma anche il semplice desiderio di portare il proprio caro a fare una passeggiata o a trovare i parenti. Per chi assiste una persona in carrozzina, ogni uscita con un’auto normale significa trasferimenti dalla sedia al sedile, carrozzina da smontare e caricare, schiena sotto sforzo. È fatica fisica che si somma a quella della cura.

Il ddl non interviene sulla mobilità, ma su questo fronte strumenti concreti esistono già. Un veicolo con pianale ribassato e rampa permette di far salire la persona direttamente seduta sulla propria carrozzina, senza sollevamenti: si apre il portellone, si cala la rampa, si spinge, si aggancia la carrozzina con i sistemi di ritenuta. Per un caregiver prevalente, che per definizione dedica più di 13 ore al giorno all’assistenza, è uno dei modi più efficaci per ridurre il carico fisico quotidiano.

Con un’auto tradizionale

  • Trasferimento manuale dalla carrozzina al sedile
  • Carrozzina da piegare e caricare nel bagagliaio
  • Rischio di cadute e sovraccarico per la schiena
  • Uscite rinviate perché troppo faticose

Con un veicolo a pianale ribassato

  • La persona sale seduta sulla propria carrozzina
  • Rampa posteriore leggera e manovrabile da una persona
  • Ancoraggi e cintura dedicati per il viaggio
  • Restano liberi i posti per il resto della famiglia

Le agevolazioni auto che il caregiver può già usare

Mentre la legge sul caregiver completa il suo percorso, le agevolazioni fiscali per l’acquisto di un veicolo destinato al trasporto di una persona con disabilità sono già in vigore. Il punto che molti caregiver non conoscono è che l’auto può essere intestata anche al familiare, a condizione che la persona con disabilità sia fiscalmente a suo carico (reddito personale annuo non superiore a 2.840,51 euro).

Agevolazione In cosa consiste
IVA al 4% Aliquota ridotta sull’acquisto del veicolo e sull’adattamento, entro i limiti di cilindrata e potenza previsti
Detrazione IRPEF 19% Detrazione sulla spesa fino a 18.075,99 euro, una volta ogni quattro anni, anche in quattro rate annuali
Bollo auto Esenzione dalla tassa automobilistica, entro gli stessi limiti di cilindrata
Passaggio di proprietà Esenzione dall’imposta di trascrizione, anche sui veicoli usati

Per i requisiti nel dettaglio trovi la nostra guida completa alle agevolazioni fiscali auto. Ricordiamo che anche alcune Regioni prevedono contributi per l’acquisto o l’adattamento dei veicoli.

Per chi si prende cura

Le soluzioni iMobility per caregiver e famiglie

Progettiamo e costruiamo a Gemona del Friuli veicoli con pianale ribassato e rampa, realizzati con componenti AMF-Bruns. Ti aiutiamo anche a capire quali agevolazioni puoi usare e a preparare i documenti.

Pronta consegna Modelli già allestiti e disponibili in tempi brevi, per chi non può aspettare mesi. Usato garantito Veicoli attrezzati di seconda mano, controllati e ricondizionati nella nostra officina.
Noleggio a lungo termine Un canone mensile con servizi inclusi, senza immobilizzare i risparmi della famiglia. Consulenza agevolazioni Verifichiamo con te i requisiti per IVA al 4%, detrazione del 19% e contributi regionali.

Richiedi un preventivoVedi le auto disponibili

Domande frequenti

La legge sul caregiver familiare è già in vigore?

No. Il testo è stato approvato in prima lettura dalla Camera il 14 ottobre 2026 e deve passare al Senato. Fino all’approvazione definitiva e alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale le misure non sono operative e il contenuto può ancora cambiare.

Chi può ricevere il contributo fino a 400 euro al mese?

Solo il caregiver prevalente convivente, cioè chi dedica almeno 91 ore settimanali alla cura e vive con la persona assistita, con ISEE fino a 25.000 euro e redditi da lavoro non superiori a 3.000 euro lordi annui. L’importo è pieno fino a 15.000 euro di ISEE e poi si riduce.

Quanti caregiver può avere una persona con disabilità?

Il testo consente alla persona assistita di indicarne fino a tre, con la possibilità di sostituirli o revocarli.

Come si otterrà il riconoscimento di caregiver?

Con una procedura telematica INPS, prevista entro il 2 gennaio 2027. Il certificato con qualifica e profilo dovrà essere rilasciato entro 30 giorni. Per i profili prevalente e convivente le ore di cura vanno attestate nel PAI o nel progetto di vita.

Il caregiver può intestarsi l’auto con IVA al 4%?

Sì, se la persona con disabilità è fiscalmente a suo carico, cioè ha un reddito personale non superiore a 2.840,51 euro annui. In questo caso il familiare può acquistare il veicolo con IVA agevolata e usufruire della detrazione IRPEF del 19%. Questa possibilità esiste già oggi e non dipende dalla nuova legge.

Perché un’auto con pianale ribassato aiuta chi fa il caregiver?

Perché la persona assistita sale e viaggia seduta sulla propria carrozzina tramite una rampa, senza trasferimenti manuali. Si riducono lo sforzo fisico, il rischio di cadute e il tempo necessario per ogni uscita, e anche una sola persona può gestire salita e discesa.

Esistono alternative all’acquisto di un veicolo attrezzato?

Sì. Oltre al nuovo, iMobility propone veicoli usati attrezzati e formule di noleggio a lungo termine, utili a chi preferisce un canone mensile o ha bisogno del mezzo per un periodo definito.

Le informazioni sul disegno di legge si riferiscono al testo approvato dalla Camera il 14 ottobre 2026 (A.C. 2789) e potranno cambiare durante l’esame al Senato. Le agevolazioni fiscali sono sintetizzate a scopo informativo: per il tuo caso specifico verifica i requisiti con noi o con il tuo consulente.